La terapia del laser a eccimeri

Laser a eccimeri

Un laser a eccimeri (o laser a ecciplessi) è un dispositivo che produce luce laser nella regione dell’ultravioletto, impiegato nella chirurgia refrattiva.

Il termine eccimero è la contrazione di dimero eccitato e si riferisce al materiale con cui la luce laser viene prodotta.

Il primo laser a eccimeri è stato inventato nel 1971 da Nikolaj Basov,  Danilyčev e Ju. M. Popov presso l’istituto di Fisica “Lebedev” di Mosca.

L’emissione di luce laser è resa possibile dal fatto che una molecola di eccimero possiede uno stato eccitato di legame ed uno stato fondamentale di non-legame, questo perché i gas nobili sono normalmente inerti e non formano legami chimici con altri elementi. Tuttavia, quando vengono eccitati (tramite una scarica elettrica o un fascio di elettroni) gli atomi dei gas nobili possono legarsi temporaneamente in dimeri  o complessi con atomi di alogeni.

Tali dimeri e complessi cedono il loro eccesso di energia emettendo un fotone e tornando nel loro stato fondamentale, dove nell’arco di pochi picosecondi si dissociano nuovamente in atomi isolati.

La maggior parte dei laser a eccimeri funziona con alogenuri di gas nobili. La lunghezza d’onda della luce laser prodotta dipende dalla molecola usata; in genere la luce prodotta ricade nelle frequenze dell’ultravioletto. I laser a eccimeri funzionano generalmente a impulsi, con una frequenza di circa 100 Hz ed una durata dell’impulso di circa 10 ns.

L’elevata energia della luce ultravioletta li rende utili in microchirurgia (in special modo quella oftalmica) e in applicazioni dermatologiche.

Sono dispositivi grossi e ingombranti, questo è uno svantaggio in campo medico; tuttavia il progredire della tecnica sta riducendo le dimensioni dei dispositivi.

Un laser ad eccimeri utilizza tipicamente una combinazione di un gas nobile  e un gas reattivo.

Con le condizioni appropriate viene creato l’eccimero (stabile solo in uno stato eccitato e produce luce laser).

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