Disturbo Borderline di personalità: caratteristiche, conseguenze e cura

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Il disturbo borderline di personalità (DBP) riguarda repentini cambiamenti di umore, instabilità emotiva che si ripercuote sulle relazioni con gli altri, eccessiva impulsività e difficoltà a pensare in maniera coerente. Tutto ciò rappresenta una grande sofferenza sia per chi ne soffre, sia per le persone vicine. Per saperne di più, leggi tutto l’articolo.

Nonostante l’intelligenza ed altre risorse, chi soffre di tale disturbo difficilmente riesce a concretizzare qualcosa a livello personale. Il disturbo borderline colpisce il 2% della popolazione e maggiormente il sesso femminile. L’insorgenza si verifica nell’adolescenza oppure all’inizio dell’età adulta.

Le reazioni intense dei borderline sono solitamente una risposta a fatti spiacevoli come rifiuti, critiche e distrazioni. Sono reazioni immediate e cariche, che denotano l’incapacità di gestire le emozioni. Quando ci provano, i borderline agiscono d’impulso. Spesso i soggetti tendono ad essere maneschi, tossicodipendenti, dipendenti dal sesso e dal gioco d’azzardo. Alcuni diventano anche autolesionisti e tentano il suicidio.

Quasi tutti hanno difficoltà a riflettere sulle proprie questioni e si esprimono in maniera caotica e non coerente. Hanno relazioni intense ed instabili, vogliono tutto o nulla, oscillano con facilità tra gli estremi opposti. Questo disturbo è simile a quello bipolare, anche se può essere confuso col disturbo dissociativo dell’identità, il disturbo dipendente di personalità e il disturbo istrionico di personalità.

Le cause del disturbo borderline sarebbero l’infanzia invalidante (ambiente negativo nei confronti dell’espressione di se stessi), interazioni inappropriate, maltrattamenti e anche abusi sessuali. E’ tra i disturbi più studiati. Il trattamento raccomandato è la psicoterapia, eventualmente associata all’uso dei farmaci.

La terapia dialettico-comportamentale (DBT) di Marsha Linehan è un trattamento cognitivo-comportamentale integrato, con obbiettivi quali la riduzione dei comportamenti autolesionistici e che contrastano con la terapia e la qualità di vita del paziente. Naturalmente gli obbiettivi vengono definiti nel contratto terapeutico.

La schema-focused therapy (SFT) di Jeffrey Young è un trattamento con approccio cognitivo-comportamentale e approcci basati sulle relazioni oggettuali e sulla Gestalt. La terapia centrata sul transfert (TFP) di Clarkin, Yeomans e Kernberg è una terapia di stampo psicoanalitico. Il suo obiettivo principale è quello di aiutare il paziente a riconoscere le rappresentazioni di Sé e dell’altro.

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