Cos’è la “malattia del bacio”

La mononucleosi infettiva è un’infezione virale diffusa ma raramente pericolosa, molto comune fra i giovani di età compresa dai 15 ai 25 anni. Generalmente si pensa che il virus venga trasmesso baciandosi e ciò potrebbe in parte essere vero, poiché questo virus si trova effettivamente nella saliva. In ogni caso la mononucleosi viene chiamata “malattia del bacio”.

È una malattia contagiosa, e il responsabile della mononucleosi è il virus di Epstein-Barr (EBV) in campo scientifico conosciuto come Human herpesvirus 4 (HHV-4), un virus a DNA facente parte alla famiglia degli herpesvirus.

I primi sintomi: febbre, mal di testa, gola irritata e una sensazione di sfinimento generale, vengono spesso scambiati per influenza. In un giorno o due i linfonodi del collo e qualche volta delle ascelle e dell’inguine possono gonfiarsi man mano che la malattia progredisce. Anche la milza e il fegato si possono ingrossare, mentre si può sviluppare un contemporaneo esantema cutaneo.

Attraverso l’esame del sangue si può riscontrare un notevole aumento di cellule sanguigne della serie bianca e altre anomalie della formula leucocitaria. Infine, poiché è di origine virale, la mononucleosi non risponde agli antibiotici. Il paziente guarisce spontaneamente in un periodo che va dalle 3 alle 12 settimane, anche se qualche volta una sensazione di insolita stanchezza dura per parecchi mesi.

Si possono anche verificare, sia pure eccezionalmente, forme gravi di malattia complicate da emorragie naso-faringee e intestinali, da rottura della milza e da insorgenza da epatite itterigena. Possono anche instaurarsi, sempre raramente, forme nevritiche con paralisi e dolori a carico dei nervi interessati. In questi casi è indicata la somministrazione di farmaci di tipo cortisonico, come trattamento sintomatico, se la forma morbosa non mostra segni di miglioramento dopo dieci-quindici giorni dal suo esordio.

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